Il cemento è stata la soluzione del secolo scorso alla cronica carenza di alloggi. È veloce ed economico, ma oggi sappiamo che ha un costo ambientale enorme: la sua produzione è responsabile di circa l’11% delle emissioni globali di CO₂.
E se esistesse un’alternativa migliore? Una soluzione capace di affrontare non una, ma tre crisi: quella abitativa, quella climatica e quella dei rifiuti.
È l’obiettivo dell’Ustinov Hoffmann Construction System (UHCS), un sistema modulare sviluppato in Svizzera che utilizza profili realizzati con bottiglie in PET riciclate. Per una casa compatta di 50 m² servono circa 355.000 bottiglie, sottraendo fino a 230 m³ di rifiuti alle discariche.
Il PET viene trasformato in un materiale durevole e resistente al fuoco. I moduli soddisfano rigorosi standard ISO e SIA, non richiedono colle o adesivi e producono fino al 95% in meno di CO₂ per chilogrammo rispetto al cemento.
I moduli UHCS possono essere prodotti, spediti e assemblati come mattoncini Lego, adattandosi a case, scuole e altri edifici in diversi stili architettonici locali. Il sistema funziona su licenza, favorendo riciclo locale, produzione locale e occupazione.
UHCS punta a diventare una risposta concreta tanto alla crisi abitativa quanto a quella ambientale.
