Attenzione all’epidemia di miopia

Un tempo si diceva che leggere rovinasse la vista. Poi è stata la TV. Poi i videogiochi, i computer, i tablet. Oggi gli smartphone. Erano completamente in errore. E al tempo stesso, non del tutto.

Siamo nel pieno di un’epidemia globale di miopia. Conosciuta anche come difetto di vista da lontano, la miopia è un allungamento del bulbo oculare che rende sfocati gli oggetti distanti. Gli occhiali possono compensare l’effetto, ma non correggere la deformazione fisica sottostante. La miopia si sviluppa soprattutto durante l’infanzia, quando l’occhio è ancora in crescita, e in età adulta può aumentare il rischio di distacco della retina, cataratta, glaucoma e perdita permanente della vista.

In Europa colpisce ormai circa il 50% dei giovani adulti. In Asia orientale i numeri sono ancora più drastici: in Cina e Taiwan circa il 90% di adolescenti e giovani adulti è miope, mentre a Seoul si arriva a quasi il 95%. E i dati continuano a peggiorare.

Da secoli si cercano le cause. Già nel Seicento Johannes Kepler, pioniere dell’ottica moderna, incolpava i libri. E non aveva tutti i torti: ovunque si intensifica l’apprendimento scolastico, la miopia aumenta.

Oggi però il quadro è più chiaro. Non sono libri o schermi il problema, ma la mancanza di luce naturale. Studi mostrano una relazione inversa tra tempo trascorso all’aperto e sviluppo della miopia. La luce del giorno stimola la produzione di dopamina nella retina, che segnala all’occhio di mantenere la forma sferica e non allungarsi.

Quando a Taiwan sono state introdotte campagne per garantire almeno due ore al giorno all’aperto ai bambini, la tendenza ha iniziato a invertirsi—fino alle restrizioni del Covid.

La soluzione è sorprendentemente semplice.

Alzati dal divano. Allontanati dallo schermo. Esci a giocare.