Prima fanno male le ginocchia. Poi ci vedi meno. E infine inizia a venire meno la memoria. Non solo di nomi e volti, ma delle cose essenziali: quelle lezioni che abbiamo imparato da bambini.
Crescendo, ci convinciamo che il mondo sia intrinsecamente complesso. Guerre, cambiamento climatico, pandemie, sistemi sociali difficili da gestire. Problemi senza soluzioni semplici.
Eppure tendiamo a complicare tutto ulteriormente. Il cosiddetto *complexity bias* ci porta a preferire spiegazioni complesse a quelle semplici. Per rimetterci in forma scegliamo piani assurdi invece di mangiare meglio e muoverci di più. Per dare un senso alla vita cerchiamo sistemi intricati, dimenticando ciò che è sotto gli occhi di tutti.
Come osservava Confucio, secoli prima di Cristo: “La vita è davvero semplice, ma insistiamo nel renderla complicata”.
Da bambini ci venivano insegnate regole fondamentali:
“Sii gentile. Non picchiare. Gioca correttamente. Lavati le mani. Condividi. Riordina. Di’ la verità. Non prendere ciò che non è tuo. Saluta. Ringrazia. Passa tempo all’aperto. Fai sentire tutti accolti. Stai in compagnia. Mangia le verdure. Dormi a sufficienza. Ama le belle storie. Ridi.”
Regole semplici, ma tutt’altro che facili. Applicarle può occupare una vita intera.
E se provassimo davvero a farlo?
