Quanto è blu il tuo cielo?

Sei in cima al Monte Bianco. Le gambe tremano, il volto è arrossato dal freddo. Guardi il cielo e ti sorprendi della sua intensità: un blu profondo, quasi nero. Lo confronti con la scala che hai appena inventato. È il blu numero uno. Sei la prima persona ad aver misurato scientificamente il colore del cielo.

È il 1787 e Horace‑Bénédict de Saussure, scienziato e alpinista ginevrino, ha finalmente raggiunto la vetta del Monte Bianco dopo anni di tentativi. Appassionato di misurazioni, Saussure porta con sé strumenti di ogni tipo – termometri, barometri, igrometri – molti dei quali progettati da lui stesso.

Tra questi c’è anche il cianometro, uno strumento creato per misurare l’azzurro del cielo. La prima versione consisteva in una semplice tavoletta con sedici tonalità di blu alternate al bianco. Più tardi, Saussure ne sviluppò una versione più raffinata: una ruota con 53 campioni cromatici, dal bianco al blu più scuro.

Confrontando le misurazioni effettuate in quota con quelle fatte a valle, Saussure intuì correttamente che la luminosità del cielo dipende dalla densità delle particelle nell’atmosfera. Un’intuizione notevole, ottenuta con strumenti semplici ma ingegnosi.

Oggi possiamo scegliere tra centinaia di blu grazie ai cataloghi Pantone. Ma per Saussure il blu che contava davvero era quello dei cieli sopra le sue amate Alpi svizzere.